X-shaped wonder

Da piccolo sapevo che era una galassia spirale, punto e basta. All’università mi hanno spiegato che la spirale era probabilmente barrata. Oggi apprendo che il nucleo della Via Lattea ha una forma a X. Grazie a Manuela Zoccali e al suo interessante seminario.

NGC 4710

Più o meno come questa. Che NON è la Via Lattea, ovviamente.

Eros suggerisce che forse Dio si segna con una croce le galassie dove è nata la vita. È una delle cose più belle che ho sentito negli ultimi tempi.

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Dove si ferma il mare

整整一生是睁大眼睛的一夜

l’intera vita è una notte ad occhi sbarrati

yang lian, da Sogno, o la terza riva di ogni fiume, una delle (difficilissime) poesie della raccolta Dove si ferma il mare (traduzione di Claudia Pozzana).

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Genesi 22,17

In fact there are far more stars than grain of sand on the shore! We can work this out:

  • The average size of a grain of sand is 1 mm. so there are a billion grain of sand per square meter.
  • In one kilometer of sea shore there are about ten thousand square meters – that is about 1013 grains of sand.
  • Israel has a thousand km. of seashore – 1016 grains of sand! That is six orders of magnitude (a million times) smaller than the amount of stars in the sky.

ram brustein, judy kupferman, The Creation of the World – According to Science (arxiv:1202.0623). Si può discutere sugli ordini di grandezza, ma insomma, è l’idea che conta.

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The best tune in the album

To lead a better life
I need my love to be here.

Here,
making each day of the year
changing my life with a wave of her hand.
Nobody can
deny that there’s something there.

There,
running my hands through her hair,
both of us thinking how good it can be.
Someone is speaking
but she doesn’t know he’s there.

I want her everywhere
and if she’s beside me I know I need never care.
But to love her is to need her everywhere,
knowing that love is to share,
each one believing that love never dies,
watching her eyes
and hoping I’m always there.

I want her everywhere
and if she’s beside me I know I need never care.
But to love her is to need her everywhere,
knowing that love is to share,
each one believing that love never dies
Watching her eyes
and hoping I’m always there.

I will be there and everywhere.
Here, there and everywhere.

paul mccartney, ovviamente.

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Romani 8, 22

pianeta terra, discorso ufficiale dell’anno 2011.

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Quel giorno, oggi, il futuro

La dolce signora Sasage mi ha spedito un libro meraviglioso: Quel giorno, oggi, il futuro nei disegni dei bambini di Fukushima (Fukushima no kodomo-tachi ga egaku ano toki, kyō, mirai. Tokuma Shoten, Tōkyō 2011). Autografato da una curatrice, Kanie Anzu. Un estratto da pagina 29: 

È uno tsunami grandissimo!
suzuki kaiei
Mio papà per proteggere la barca l’ha portata in mare aperto. Ed è passato sopra il grande tsunami. È forte mio papà.

Il grande tsunami

Eccolo là.

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Albert + Harry = Edgar

Albert + Harry = Edgar

Well, …that's uncanny.

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Il cifrario Dorabella

Riuscite a leggere queste righe scritte da un noto compositore inglese?

Il cifrario Dorabella

«I presume I'm flattered, Mr Edward… but I'm not quite sure.»

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Lo scontro

Un piccolo fatto: in autobus, ho lasciato andare a un tratto la maniglia a cui ero appeso e questa ha colpito in faccia un uomo accanto a me. L’incarnazione del burbero: l’avevo già sentito lamentarsi per il riscaldamento insufficiente del mezzo e per altre faccende trascurabili. Mi sono voltato di scatto. Bofonchiava. Mi scusi, ho detto. Mi hai preso in pieno sugli occhiali, ha risposto lui. Mi scusi davvero, ho ripetuto. E poi ho distolto lo sguardo. Mi sentivo colpevole, ma non al punto di dovermi umiliare ancora di più. L’uomo ha abbozzato. Non l’ho più guardato fino alla fermata successiva.
Siamo scesi assieme. Nel farlo, l’uomo mi ha messo una mano sulla spalla. Scusami, mi ha detto. Di cosa? ho pensato. Del tono un po’ brusco? Ma le pare, ho risposto, scusi lei se le ho fatto male. Ci siamo guardati sorridendo d’imbarazzo. Poi ciascuno si è incamminato per la sua strada.
E io avrei quasi voluto tornare indietro, scambiare qualche altra parola, ringraziarlo, chiedergli di più sulla sua vita, dirgli che avevo capito qualcosa. Che cosa, non lo so. Ma avevo capito. E ho proseguito in silenzio, continuando a sorridere.

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Sulla morte, senza esagerare

Non s’intende di scherzi,
stelle, ponti,
tessitura, miniere, lavoro dei campi,
costruzione di navi e cottura di dolci.

Quando conversiamo del domani
intromette la sua ultima parola
a sproposito.

Non sa fare neppure ciò
che attiene al suo mestiere:
né scavare una fossa,
né mettere insieme una bara,
né rassettare il disordine che lascia.

Occupata a uccidere,
lo fa in modo maldestro,
senza metodo né abilità.
Come se con ognuno di noi stesse imparando.

Vada per i trionfi,
ma quante disfatte,
colpi a vuoto
e tentativi ripetuti da capo!

A volte le manca la forza
di far cadere una mosca in volo.
Più di un bruco
la batte in velocità.

Tutti quei bulbi, baccelli,
antenne, pinne, trachee,
piumaggi nuziali e pelame invernale
testimoniano i ritardi
del suo svogliato lavoro.

La cattiva volontà non basta
e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
è, almeno fin ora, insufficiente.

I cuori battono nelle uova.
Crescono gli scheletri dei neonati.
Dai semi spuntano le prime due foglioline,
e spesso anche grandi alberi all’orizzonte.

Chi ne afferma l’onnipotenza
è lui stesso la prova vivente
che essa onnipotente non è.

Non c’è vita
che almeno per un attimo
non sia immortale.

La morte
è sempre in ritardo di quell’attimo.

Invano scuote la maniglia
d’una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.

wisława szymborska, l’ultima maestra (2 luglio 1923 – 1° febbraio 2012). La traduzione è dell’ottimo pietro marchesani. Ecco l’originale:

O śmierci bez przesady

Nie zna się na żartach,
na gwiazdach, na mostach,
na tkactwie, na górnictwie, na uprawie roli,
na budowie okrętów i pieczeniu ciasta.

W nasze rozmowy o planach na jutro
wtrąca swoje ostatnie słowo
nie na temat.

Nie umie nawet tego,
co bezpośrednio łączy się z jej fachem:
ani grobu wykopać,
ani trumny sklecić,
ani sprzątnąć po sobie.

Zajęta zabijaniem,
robi to niezdarnie,
bez systemu i wprawy.
Jakby na każdym z nas uczyła się dopiero.

Tryumfy tryumfami,
ale ileż klęsk,
ciosów chybionych
i prób podejmowanych od nowa!

Czasami brak jej siły,
żeby strącić muchę z powietrza.
Z niejedną gąsienicą
przegrywa wyścig w pełzaniu.

Te wszystkie bulwy, strąki,
czułki, płetwy, tchawki,
pióra godowe i zimowa sierść
świadczą o zaległościach
w jej marudnej pracy.

Zła wola nie wystarcza
i nawet nasza pomoc w wojnach i przewrotach,
to, jak dotąd, za mało.

Serca stukają w jajkach.
Rosną szkielety niemowląt.
Nasiona dorabiają się dwóch pierwszych listków,
a często i wysokich drzew na horyzoncie.

Kto twierdzi, że jest wszechmocna,
sam jest żywym dowodem,
że wszechmocna nie jest.

Nie ma takiego życia,
które by choć przez chwilę
nie było nieśmiertelne.

Śmierć
zawsze o tę chwilę przybywa spóźniona.

Na próżno szarpie klamką
niewidzialnych drzwi.
Kto ile zdążył,
tego mu cofnąć nie może.

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